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Auto d’epoca: un activity che appassiona sempre più persone

Activity Meetings

IL LC MONTECENERI SCALDA I CUORI E I MOTORI Nonostante la crisi sanitaria e le incertezze per il futuro, il cuore del LC Monteceneri (LCM) continua a battere forte al ritmo dei motori delle auto d’epoca. Annullata anche l’edizione 2021 della rinomata manifestazione «Lions in Classic», che ogni anno attira decine di collezionisti da tutta la Svizzera e anche da oltre confine,

Un’anteprima

LCM ha organizzato lo scorso agosto un’anteprima del Concorso d’eleganza che si terrà nel maggio 2022.

A Lugano, tra via Nassa e piazza della Riforma, si sono potute ammirare alcune vetture eccezionali, veri e propri gioielli di meccanica e design, molte delle quali protagoniste di vicende che ci trasportano indietro nel tempo attraversando piccole e grandi storie dell’industria dell’automobile, dello sport motoristico e anche dello spettacolo.

«Nonostante i forzati annullamenti a causa della pandemia, vogliamo tener vivo l’interesse per questa manifestazione che sta guadagnandosi attenzione ben oltre il ristretto cerchio dell’attività Lions», ha spiegato Max Albertini, responsabile per il Club di questa importante activity nonché grande conoscitore e collezionista a sua volta. «Covid-19 permettendo, l’anno prossimo organizzeremo la seconda edizione del Concorso d’eleganza che nel 2019 ha avuto un grande riscontro tra i collezionisti e un grande successo di pubblico. Questo concorso si affianca all’annuale raduno «Lions in Classic»: oltre al rally di regolarità proponiamo ora anche una passerella di straordinarie automobili in centro città.

Auto ricche di storia e storie

Il crescente interesse è del resto giustificato non solo per la loro bellezza ed eleganza senza tempo: le vetture raccontano a volte storie affascinanti e curiose, basta domandare ai loro proprietari. «Il primo ad acquistarla fu il famoso Karl Foitek, pilota svizzero che corse a cavallo tra gli anni ’50 e ’60», spiega Dedo parlando della sua Ferrari 400 del 1978. «Qualche anno fa, il figlio di Foitek si presentò a un appuntamento fingendosi un interessato qualsiasi allo scopo di riacquistarla, ma alla fine decisi di tenermela.» La 400 venne guidata da molti piloti ferraristi di Formula 1 come Niki Lauda, Jody Scheckter e Gilles Villeneuve e da rockstar come Keith Richards ed Elton John: «Ma piace anche ai più giovani – afferma Dedo – e infatti pochi anni fa è apparsa in un video del gruppo musicale Daft Punk.»

Una storia straordinaria, legata questa volta non alla fama dei suoi possessori, ma addirittura al motivo della sua nascita, è quella di un’altra vettura italiana: l’Alfa Romeo Montréal, fabbricata e presentata nel 1967 espressamente per l’Esposizione universale di Montréal. «Gli organizzatori avevano incaricato la casa milanese di creare un modello di autovettura che rappresentasse niente meno che ‹la massima aspirazione raggiungibile dall’uomo in fatto di automobili›, doveva quindi simboleggiare l’avanguardia tecnologica ed estetica in quest’ambito», spiega con una punta di orgoglio Reto, proprietario e grande collezionista di decine di Alfa Romeo. Obiettivo raggiunto? Ai posteri l’ardua sentenza, ossia ai numerosi che hanno affollato le vie di Lugano lustrandosi gli occhi davanti a questi capolavori industriali.

Sul fronte automobilistico inglese troviamo aneddoti e spigolature che, pure loro, contribuiscono al fascino di alcune vecchie glorie. Oltre a una iconica e sinuosa Jaguar E-Type, considerata ormai ufficialmente un’opera d’arte essendo entrata a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art a New York, abbiamo visto anche una più ordinaria Rolls-Royce Silver Shadow II. Sui suoi sedili, racconta Francesco con un ironico sorriso, avrebbe viaggiato la poco ordinaria guru zurighese Uriella. Molto conosciuta in area germanofona negli anni ’80 e ‘90 quale fondatrice e sacerdotessa di una setta religiosa, si autoproclamava portavoce di Gesù. La setta si chiamava Fiat Lux, ma i guru, Maharishi Yogi docet, preferiscono le Rolls. Un viaggio ancora più indietro nel tempo ce l’ha fatto fare un’imponente Bentley 8 litri del 1929. Si tratta di una vera Bentley, sottolinea Maurits: «È una delle ultime costruite dalla storica azienda di Cricklewood prima che venisse ripresa dall’acerrima nemica, la Rolls-Royce, nel 1931. Con questo motore, che spingeva fino ai 230 km/h, Bentley vinse la 24 ore di Le Mans contro la rivale Mercedes.» Lo stesso motore che oggi, 90 anni dopo e ad andatura più tranquilla, porta a spasso il suo fortunato proprietario per le strade d’Europa durante i mesi estivi in una sorta di Grand Tour post-romantico e, soprattutto, molto cool.

Singolare intervento artistico

La manifestazione organizzata dal LCM, con il patrocinio della Città di Lugano, ha proposto al pubblico di piazza della Riforma la metamorfosi di una singolare e rara vettura d’epoca, la brasiliana Puma GTE del 1978 appartenente a Max Albertini, trasfigurata in un’opera d’arte contemporanea che nel corso del prossimo anno verrà messa all’asta. L’artista Antonio Natale ne ha «ridipinto» completamente la carrozzeria coprendola di strisce adesive che riprendono motivi e colori di una sua tela, creando fisicamente e simbolicamente un nuovo oggetto artistico-industriale. «L’anteprima al Concorso d’eleganza è stato un successo ed è la conferma che la passione per le auto d’epoca e le activity del nostro Club sanno coinvolgere un pubblico sempre più vasto attraverso spunti di storia, tecnica, design, glamour, arte, e consentendo a tutti di intraprendere un viaggio nel tempo», osserva Albertini: «Tutto ciò con il risultato di raccogliere fondi da destinare alle nostre attività di solidarietà. Perciò, rivolgo a tutti un caloroso arrivederci a Lions in Classic del 2022.»

Luca Hoderas