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Il bastone bianco rende più autonomi e sicuri

National

Il 15 ottobre si celebra la Giornata internazionale del bastone bianco. Un’occasione in cui le persone cieche, ipovedenti e sordo-cieche si rivolgono al grande pubblico con le loro proposte e i loro bisogni.

Ogni anno, in questa giornata, numerosi Lions indossano un pin raffigurante un bastone bianco per ricordare quanto lontano siamo arrivati camminando insieme.

Anche in Svizzera – come ogni anno – si tengono delle manifestazioni che vertono su questi temi e lo scorso anno, in occasione del nostro centenario si è voluto organizzare un raduno a Berna, il cui momento culminante è stato certamente la consegna del modello 3D in bronzo del Palazzo federale.

Noi Lions siamo conosciuti nel mondo in particolare per il servizio ai non-vedenti e a quanti hanno gravi problemi di vista. Grazie al programma SightFirst abbiamo costruito o ampliato, in tutto il mondo, ospedali, effettuato operazioni di cataratta, curato persone affette dalla cecità da fiume (oncocercosi), addestrato oftalmologi, infermieri oftalmici e personale specializzato affine, effettuato esami per il glaucoma e trapianti di cornea, realizzato banche degli occhi e sostenuto cliniche oculistiche e centri di ricerche sulla vista. Milioni sono gli occhiali usati raccolti e rigenerati per poterli distribuire gratuitamente nei paesi in via di sviluppo. Ogni anno ci impegniamo anche a fornire libri Braille, audiolibri e cani guida per non vedenti. Ma è dal 1925 che ci impegniamo in questa «Crociata contro le tenebre», una crociata, che purtroppo sembra non avere fine, ma che ci impegna e ci unisce. L’obiettivo dichiarato, con il progetto Vision 2020, è contribuire ad eliminare cecità evitabile e curabile entro l’anno 2020.

Il bastone bianco

Spesso ci vogliono secoli prima che un’idea si diffonda. Proprio come è accaduto per il bastone bianco, oggi strumento universale e indispensabile per i non vedenti. Il bastone bianco si è diffuso nel 1930 quando due individui, sensibili ai problemi della gente, si ritrovarono in un angolo di una strada affollata a migliaia di chilometri di distanza, rispettivamente a Parigi e a Peoria (Illinois). Se è vero che i videolesi hanno da sempre utilizzato bastoni di vario genere per aggirare gli ostacoli, nel XIX secolo - quando le automobili cominciarono a sostituire le carrozze - iniziarono a riscontrare enormi difficoltà nelle strade urbane, spesso prive di semafori e di strisce pedonali. Il bastone da passeggio tradizionale era ancora utilizzato dai non vedenti ma non era riconosciuto dagli automobilisti come segno di avvertimento. Nel 1921 James Biggs, un inglese videoleso, dichiarò di aver trovato una risposta al problema dipingendo il suo bastone di bianco. Circa dieci anni dopo questa semplice invenzione cominciò a diffondersi.

Il bastone bianco giunse inizialmente nell’Europa continentale grazie a una campagna condotta da una donna parigina. Madame Guilly d’Herbemont aveva osservato nervosamente uno studente cieco che si stava recando nella scuola per ciechi situata nelle vicinanze. Nel novembre del 1930, Madame Guilly d’Herbemont scrisse una lettera a uno dei quotidiani parigini, chiedendo di promuovere l’uso dei bastoni bianchi come strumento per richiamare l’attenzione, proprio come quelli utilizzati dalla polizia stradale. Qualche mese dopo, Madame d’Herbemont organizzò una cerimonia nel corso della quale il presidente francese consegnò un bastone bianco a un veterano e a un civile, entrambi non vedenti. Successivamente donò 5000 bastoni bianchi ai cittadini non vedenti della sua città.

Nel frattempo, il presidente del LC di Peoria, George A. Boham, ottenne l’aiuto di migliaia di collaboratori per introdurre l’uso del bastone bianco in Nord America. Cinque anni prima, nel 1925, i Lions avevano risposto alla sfida lanciata da Helen Keller a favore dei non vedenti nel corso della Convention di Lions Clubs International. Adesso erano pronti ad agire, spinti da un’idea di service promossa da un Lion. Proprio come Madame d’Herbemont, Bonham aveva deciso di passare all’azione un giorno del 1930 quando scorse un non vedente che cercava di farsi strada con un bastone in mezzo al traffico. Nessun sembrava far caso al dramma che quell’uomo stava, invece, vivendo. Bonhan cominciò a pensare a una soluzione a questo problema. Ancora una volta la risposta fu il bastone bianco, stavolta accompagnato da un nastro rosso per renderlo ancora più visibile. Bonham condivise la sua idea con i soci del club che subito la supportarono. La causa venne promossa cominciando a dipingere di bianco i bastoni dei non vedenti e scrivendo lettere alle autorità. Nel dicembre del 1930 il Consiglio comunale di Peoria approvò la prima «legge sulla sicurezza del bastone bianco» della nazione, riconoscendo il diritto di precedenza e altre forme di tutela ai cittadini non vedenti che utilizzavano un bastone bianco. Nel corso della Convention Internazionale di Toronto del 1931 i Lions assistettero a una presentazione dettagliata sul programma del bastone bianco e ricevettero copie dell’ordinanza da tenere con sé. Nel 1956, grazie a una vasta campagna di sensibilizzazione e di promozione, ogni stato degli Stati Uniti approvò delle leggi sulla sicurezza per l’uso del bastone bianco.

Il bastone bianco è diventato simbolo di indipendenza, autonomia e abilità per quanti ne fanno uso e che trovano uno strumento prezioso da utilizzare nel cammino della loro vita.

Oggi il bastone bianco è uno degli strumenti fondamentali per la mobilità autonoma. Un minorato della vista che voglia spostarsi da solo, ha bisogno di farlo con il bastone bianco e specificamente con quello lungo. È insomma un segnale e uno strumento nello stesso tempo. Ma è anche qualcosa che rende più autonomi, sicuri e liberi i non vedenti.

Stefano Bosia

Le funzioni del bastone che aiutano ad essere autonomi:

  • In primo luogo il bastone bianco, se opportunamente utilizzato, garantisce un’ alta sicurezza rispetto alle fonti di pericolo.

  • Consente al vedente o all’ipovedente, di percepire gli ostacoli prima che essi vengano a contatto col suo corpo, inclusi dislivelli, buche, fossi, scale sia a scendere che a salire.