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Scalare il Kilimangiaro per i bambini

Activity

Un piacevole incontro a Tallin con Frédérique d’Agostino (3a Vice-Governatrice del D 102 West, LC Lausanne-Pully-Riviera) ha permesso di conoscere e approfondire il progetto «Kili 4 Kids». Una storia davvero staordinaria nata dal sogno di una Lion italiana – Inna Flaga – che voleva scalare il Kilimanjaro.

«Il sogno d’Inna Flaga era quello di formare un gruppo di donne Lion provenienti da paesi diversi, onorando così il nostro primo presidente internazionale donna, Gudrun Yngvadottir», mi ha raccontato Frédérique. Il passaparola e il lavoro in rete dei Lions hanno dato i frutti sperati, poiché dieci donne provenienti da dieci paesi diversi hanno accettato di mettersi in gioco. «C’è voluto più di un anno per organizzare questa sfida, trovare le organizzazioni con cui avremmo lavorato e formare la coesione e lo spirito di squadra essenziali per un evento di questo tipo! Ci siamo tutte conosciute solo ai piedi della montagna, ma l’impressione è stata quella di conoscerci da sempre.»

L’idea è giunta in svizzera tramite Urs Müller – all’epoca rappresentante della Svizzera nel comitato Euro-Asia.

La squadra composta da Inna (Italia), Aksana (Danimarca), Alina (Romania), Armine (Russia), Carla (Dubai), Frédérique (Svizzera), Hanna (Polonia), Heidi (Regno Unito), Irene (Kenya), Maya (Nepal) comprendeva elementi che non erano mai stati così in alta quota. E anche se il Kilimangiaro non è l’Himalaya, dal terzo giorno si sarebbero trovate costantemente sopra i 4000 m s.l.m. … una cosa non da poco!

«Nessuna di noi aveva la garanzia di arrivare in vetta, ma abbiamo deciso di fare del nostro meglio senza comunque compromettere la nostra salute. La prima sfida era provare, ma raggiungere la vetta è un’altra cosa.» Il professore del dipartimento di medicina di montagna del CHUV aveva spiegato a Frédérique che la capacità di adattarsi all’altitudine dipende da sensori che abbiamo o meno nel nostro corpo. Tale predisposizione è innata e non esiste allenamento per acquisirli. Delle dieci donne, solo sette sono riuscite a raggiungere la vetta. Due (compresa Frédérique) sono state limitate dal mal di montagna e non sono riuscite a raggiungere il punto più alto e una, purtroppo, ha dovuto rinunciare ancora prima della partenza, a causa di un problema di salute. È stata comunque la prima volta che la bandiera del Lions Club è stata alzata da sette donne contemporaneamente sulla cima della montagna più alta dell’Africa!

«Si è trattato di una storia di solidarietà senza frontiere. Abbiamo sentito e viviamo ancora oggi, una grande mobilitazione internazionale nei nostri confronti e in questa impresa. I soci Lion locali, che ci hanno accolto non appena arrivati all’aeroporto, ci hanno fatto sentire parte della stessa famiglia. Gudrun Yngvadottir, PID Manoj Shah, New Voices, e molti Lions di tutti i continenti hanno seguito e ci stanno ancora seguendo. I club pakistani, nepalesi e kenioti ci hanno sostenuto con vestiti in nostro onore e con donazioni in denaro. I soci Lions dei club della Tanzania e del Kenya hanno fatto un lungo viaggio per festeggiare insieme a noi il giorno dopo la nostra discesa. Una torta a forma di Kilimangiaro con dieci donne aggrappate a essa è stata realizzata appositamente per l’evento. Sul posto a Moshi, abbiamo visitato due scuole sostenute dai Lions Club locali e abbiamo visto come funzionano regolarmente. Ogni franco investito è davvero ben gestito. I bisogni sono ancora immensi. C’è ancora molto da fare.» Il fotografo tedesco di fama internazionale Michael Haegele ha seguito «Kili 4 Kids» offrendo il suo servizio fotografico su di noi. Pura felicità! Foto via: www.haegele.com/

«Kili 4 Kids» è anche beneficenza

“Ci stiamo avvicinando ai 35 000-40 000 dollari e puntiamo a 100 000 dollari. Il denaro raccolto andrà interamente all’Amrita Centre Kenya vicino a Nairobi. Un centro che accoglie circa 300 bambini e che li nutre, li educa e li sostiene. C’è la necessità di creare un’unità per bambini molto piccoli. Questo denaro renderà possibile la sua attuazione”. Naturalmente è possibile sostenere il progetto facendo una donazione secondo la procedura sul nostro sito web oppure acquistando il calendario 2020 che abbiamo messo in vendita per CHF 25.– con le foto in bianco e nero che Michael Haegele ha scattato durante il trekking.

Stefano Bosia

❯ Informazioni sul sito: www.kili4kids.org o sulla Rivista LION 5/2019, pp. 46-47.